Portfolio

«Perception always stands in need of universals. We could not perceive and recognise our fellow creatures if we could not pick out the essential and separate it from the accidental-in whatever language we may want to formulate this distinction».
(“Art, Perception, and Reality”, E.H. Gombrich, Johns Hopkins University Press 1973)


DISEGNARE | DIPINGERE | COLLEZIONARE /// TO DRAW | TO PAINT | TO COLLECT

IN PROGRESS

Donne, la cui forma non si può governare

DONNE, LA CUI FORMA NON SI PUÒ GOVERNARE. Figure di schiena, colte di spalle. La nuca mostra un punto molto importante del corpo: è sede del cervelletto una delle aree più fragili e primigenie del nostro cervello.
Figure di schiena femminili, colte di spalle, colte da un punto di vista insolito che intende accomunarle e allo stesso tempo esaltarle nella loro unicità.
Donne, la cui forma non si può governare, citando la teologa Adriana Zarri, vuole essere una serie di tributi immaginari; una raccolta di schiene, nuche e teste appartenute a donne che hanno, a loro modo e per motivazioni differenti, segnato il corso della storia. Piccole e grandi azioni di coraggio, perseveranza che le hanno condotte all’attenzione dell’umanità, anche se talvolta per brevissimo tempo e senza la dovuta attenzione. Donne che hanno cambiato la loro identità usando nomi o abiti
maschili, talvolta per essere semplicemente viste.
Cosa hanno in comune queste figure? Hanno lottato, o lottano, per affermare sé stesse e il proprio genere, superando i propri limiti e confini (in senso metaforico ma anche fisico), divenendo così “ingovernabili” da suscitare sentimenti contrastanti in chi le scopre.
I ritratti, realizzati a tempera su vetrini di diapositive, sono immaginati a partire dalla ricerca iconografica dei volti di quelle donne che a loro modo e per motivazioni differenti, segnato il corso della storia.
L’oggetto diapositiva mi permette di approfondire un tema specifico: il potenziale insito nella forma, ricerca che conduco da anni principalmente attraverso la pittura e il disegno di forme astratte.

Donne, la cui forma non si può governare. Figures from the back, caught from behind. The nape shows a very important point of the body: it is the seat of the cerebellum, one of the most fragile and primeval areas of our brain.
Female figures from the back, caught from behind, caught from an unusual point of view that intends to unite them and at the same time enhance them in their uniqueness.
Women, whose form cannot be governed, to quote the theologian Adriana Zarri, is meant to be a series of imaginary tributes; a collection of backs, necks and heads that belonged to women who, in their own way and for different reasons, have marked the course of history. Small and large actions of courage, perseverance that have brought them to the attention of humanity, even if sometimes for a very short time and without due attention. Women who have changed their identity using names or clothes
masculine, sometimes just to be seen.
What do these figures have in common? They have struggled, or are struggling, to affirm themselves and their gender, overcoming their limits and boundaries (in a metaphorical but also physical sense), thus becoming “ungovernable” as to arouse conflicting feelings in those who discover them.
The portraits, made in tempera on slides, are imagined starting from the iconographic research of the faces of those women who, in their own way and for different reasons, marked the course of history.
The slide object allows me to explore a specific theme: the potential inherent in form, a research that I have been conducting for years mainly through painting and drawing abstract forms.


TUTTE LE FORME RACCOLTE_SEGNI è una serie di disegni, dipinti e sculture ma, prima di tutto, è una collezione infinita di forme, trovate per caso e salvate attraverso il segno. Questo atto da vita al processo di astrazione.

Tutte le forme raccolte_Segni is a series of drawings, paintings and sculptures, a collection of many new abstact shapes founded. This process leads to abstraction.

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TUTTE LE FORME RACCOLTE_CURVILINEE è una serie di strumenti di misurazione. Forme intagliate secondo un criterio che è frutto di un continuo processo di astrazione che va dalla forma al disegno e viceversa. Curvilinee sono forme astratte, irregolari, frammentate, ma ideate con rigore a partire da assemblaggi delle forme più disparate, selezionate da riviste o stratificazioni di immagini. Curvilinee, come ogni strumento del suo genere, ha una funzione d’uso e la si può trovare nei disegni della serie Tutte le forme raccolte. Il segno è base per costruire nuovi strumenti di misurazione che, a loro volta, danno origine a nuove forme, ciclicamente.

Tutte le forme raccolte_Curvilinee is a series of measuring instruments. Carved shapes according to a criterion that is the result of a continuous process of abstraction that goes from shape to design and vice versa. Curvilinee are abstract, irregular, fragmented forms, but rigorously conceived starting from assemblages of the most disparate forms, selected from magazines or stratifications of images.
Curvilinee, as any tool of its kind, has a function of use and can be found in the drawings of the All shapes collection series. The sign is the basis for building new measuring instruments which, in turn, give rise to new forms, cyclically.

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DIPINGERE | MEMORIZZARE // TO PAINT | TO MEMORIZE

BUSH è una raccolta di memorie di vegetazione, realizzate ad acquerello su carta 100% cotone. La serie intende essere una fase di passaggio e studio dei processi che sono alla base della percezione di forme e colori.

Bush is a collection of vegetation memories, made in watercolor on 100% cotton paper. The series intends to be a phase of passage and study of the processes that underlie the perception of shapes and colors.

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MISURARE | COMPRENDERE | INSTALLARE // TO MEASURE | TO UNDERSTAND | TO INSTAL

UNITA’ DI MISURA. Unità di misura molto personale e Architettura molto personale sono modelli di misurazione della realtà, basati sul mio corpo. I trampoli raddoppiano esattamente la mia altezza nello spazio, il modulo ligneo la moltiplica per dodici volte. Parte di una serie realizzata nel 2013, pone al centro la relazione del corpo con lo spazio circostante e l’arbitrarietà del sistema di misurazione.

UNIT OF MEASURE. Unità di misura molto personale e Architettura molto personale are models of measuring reality based on my body. The stilts exactly double my height in space, the wooden module multiplies it twelve times. Part of a series created in 2013, it focuses on the relationship between the body and the surrounding space and the arbitrariness of the measurement system.

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MAPPARE | SELEZIONARE | TRACCIARE | AGIRE // TO MAP | TO SELECT | TO DESIGN | TO PERFORM

RECORDING MAPS è un atto di mappatura. REMEMBERING MAPS è il suo esito.
L’opera è un’installazione – performance durante la quale l’agente si fa testimone attivo dello spazio, ricreando una nuova visione di esso attraverso un codice di segni appositamente ideato. La sua decodificazione è frutto dell’arbitrarietà e della personale esperienza del fruitore.
Il nastro adesivo permette di ricoprire porzioni di spazio attraverso una fitta trama di fibre. L’alternanza di andamenti orizzontali e verticali da origine ad una griglia adibita a contenere ed orientare i segni che su di essa verranno tracciati tramite pennarelli indelebili.
In questo modo è possibile mappare un luogo nel suo complesso. La dimensione temporale e quella spaziale si ritrovano dunque sulla mappa, esattamente come avveniva in ambito cartografico prima del Quattrocento.

RECORDING MAPS is a mapping act. REMEMBERING MAPS is its outcome.
 The work is an installation – performance during which the agent becomes an active witness of space, recreating a new vision of it through a specially designed code of signs. Its decoding is the result of the arbitrariness and personal experience of the user. The adhesive tape allows you to cover portions of space through a dense weave of fibers. The alternation of horizontal and vertical trends gives rise to a grid used to contain and orient the signs that will be traced on it with indelible markers.
 In this way it is possible to map a place as a whole. The temporal and spatial dimensions are therefore found on the map, exactly as happened in the cartographic field before the fifteenth century.

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ABITUDINE intende raccogliere una serie di gesti che ho memorizzato nel corso di un preciso periodo di tempo, come espressioni e posture, dalle persone attorno a me. La raccolta di movimenti, estrapolata dal contesto è divenuta una sequenza, ripetuta al pari di una coreografia. L’intento è quello di evidenziare il processo di memorizzazione di un gesto che, decontestualizzato, può diventare altro sa sè.

ABITUDINE intends to show a series of movements that I memorized in a period of time, like expressions, postures from people around. The collection of movements has been taken out of its context and has become a sequence, repeated as a choreography. The intent is to understand and analyse the process of memorizing of a movement and to show how an action could change depending on the place, the context, and the person who performs it, even though the action itself remains remain the same.

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