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Nata nel 1988 a Torino, dove vive e lavora (IT) Diplomata in Pittura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Completa la sua formazione attraverso la danza contemporanea e il teatro di improvvisazione. Consegue il corso di perfezionamento in Antropologia culturale, presso Università Bicocca (MI). Dal 2008 collabora con diversi enti pubblici, no profit e museali nell’ambito dell’educazione e della didattica dell’arte

Born in 1988 in Turin (IT), where she lives and works. Graduated at the Albertina Academy of Fine Art of Turin in Painting. She completed her background in dance and improvisation. She attent a post-graduate course in Cultural Anthropology (Bicocca University – Milan). Since 2008 she collaborates with museums and no profit spaces, working in educational projects.

Ogni mio progetto è un paradossale tentativo di decontestualizzazione: cerco di rendermi neutrale, con l’intento di evidenziare proprio l’impossibilità di essere oggettivi rispetto al percepito.
Estrapolo immagini da un preciso contesto, ritagliandole, memorizzandole. Le ricolloco altrove e le isolo con il duplice intento di azzerare i significati e di aprirne di nuovi. Quali moti si verificano nel nostro cervello quando creiamo qualcosa?
Il pensiero creativo è un modo di utilizzare il pensiero, un modo che genera delle variazioni al corso abituale dei nostri ragionamenti. Mi interessa indagare proprio questa variazione. Da sempre l’uomo, per relazionarsi con il proprio ambiente, crea dei codici come il linguaggio, le unità di misura, i sistemi di classificazione. Questi strumenti sono fondamentali per interagire con la realtà circostante e con le altre persone.
Cosa accade quando un codice, un modello di pensiero, viene sovvertito?
Lì entra in azione il pensiero creativo: un vero e proprio movimento di cellule che genera nuove sinapsi, nuove strade nel nostro cervello.
Questo processo si verifica non solo nell’atto della creazione di un’opera d’arte, ma in tutte le situazioni dove è fondamentale trovare una via di uscita, un piano b.
Ecco che, letteralmente, se “usiamo il cervello”, la soluzione emerge. Sovvertire i canoni serve proprio a questo.
///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Each of my projects is a paradoxical attempt to decontextualize: I try to make myself neutral, with the aim of highlighting the impossibility of being objective with respect to the perceived.  I extrapolate images from a precise context, cutting them out, memorizing them. I relocate them elsewhere and isolate them with the dual aim of eliminating meanings and opening new ones. What motions occur in our brain when we create something?  Creative thinking is a way of using thought, a way that generates variations to the usual course of our reasoning. I am interested in investigating this variation. In order to relate to its environment, man has always created codes such as language, units of measurement, classification systems. These tools are essential for interacting with the surrounding reality and with other people. What happens when a code, a thought pattern, is subverted?  There creative thought comes into action: a real movement of cells that generates new synapses, new paths in our brain. This process occurs not only in the act of creating a work of art, but in all situations where it is essential to find a way out, a plan b. Here, literally, if “we use the brain”, the solution emerges. Subverting the royalties does just that.